Cattivi pagatori

Prestiti a cattivi pagatori.

Cara amica e caro amico, se sei giunto in questa pagina è perchè cerchi informazioni su che cosa significa essere  considerati cattivi pagatori. Le informazioni che cerchi le trovi infondo a questa pagina. Qui di seguito invece trovi il miglior servizio attualmente in Italia per poter richiedere un finanziamento od un piccolo prestito. Inizia  da qui la tua ricerca per il prossimo finanziamento. Controlla quello che offre il mercato dei finanziamenti della tua Città e poi prendi la tua decisione! Sviluppa il tuo preventivo in manierà facile, veloce e soprattutto gratuita! Puoi girare in lungo e largo la “rete” per trovare il finanziamento più economico, lo abbiamo fatto anche noi.

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Un piccolo estratto dal “Codice di deontologia e buona condotta” a cui devono obbligatoriamente attenersi le banche, le finanziarie e le centrali rischi come CRIF. Dopo numerosi abusi ed errori, più o meno consapevoli, da parte di queste centrali, segnalate al Garante dalla Privacy da parte di soggetti privati, associazioni di categoria e associazioni di consumatori è stato promulgato un nuovo codice a valore di legge che è entrato in vigore il 1 gennaio 2005. Vediamo in dettaglio le più importanti novità che hanno principalmente lo scopo di aumentare la trasparenza nei confronti dei consumatori e di fissare delle regole precise riguardanti le modalità di gestione dei dati sensibili dei clienti e di fissare il termine entro il quale è obbligatorio cancellarli dalle banche dati. I tempi di conservazione sono: 1) 6 mesi per le richieste di finanziamento qualora l’istruttoria lo richieda; 2) 1 mese se il finanziamento viene rifiutato oppure è lo stesso cliente che cambia idea e non è più interessato. Questa regola è davvero importante perché succedeva spesso che il rifiuto rimanesse in banca dati e condizionasse così ogni altra richiesta da lì a 5 anni! 3) 24 mesi per rapporti che si sono chiusi positivamente (nessun ritardo nei pagamenti). Sembra un termine piuttosto lungo, ma per il cliente è possibile revocare il trattamento dei dati e poi potrebbe essere utile nel caso si richieda un altro finanziamento perché le banche comprendono di essere di fronte a una persona affidabile. 4) 36 mesi per rapporti che si sono chiusi positivamente se al loro fianco figurano altri rapporti negativi non regolarizzati. 5) 36 mesi per eventi negativi non sanati (morosità, gravi inadempimenti, sofferenze). 6) 12 mesi dalla data di registrazione dei dati relativi alla regolarizzazione di ritardi non superiori a 2 rate o mesi. Cioè se si è pagato in ritardo non più di due rate le info negative saranno conservate 12 mesi. 7) 24 mesi dalla data di registrazione dei dati relativi alla regolarizzazione di ritardi superiori a due rate o mesi. Anche le ultime due regole sono una novità in quanto fino a ora tali info rimanevano in banca dati anche per più di 5 anni, con buona pace della legge che ne prevedeva 5 e senza la considerazione che 50 € non sono 500€! Ora veniamo al tempo dopo il quale le banche devono trasmettere alle centrali di rischi le info riguardanti ritardi nei pagamenti: 1) per le centrali che raccolgono solo dati negativi (non è il caso di CRIF) dopo almeno 4 mesi di ritardo o dopo quattro rate non pagate. 2) per le centrali che raccolgono dati positivi e negativi (come CRIF) dopo almeno 2 mesi o due rate consecutive non pagate. Anche questa è una bella novità in quanto è capitato spesso che si venisse inseriti nelle liste dei cattivi pagatori per semplici disguidi postali o bancari di pochissimi giorni. Un’ulteriore tutela dei consumatori riguarda il fatto che la finanziaria o la banca è obbligata ad avvisare il cliente non pagatore almeno 15 giorni prima di inserirlo nella banca dati, informandolo delle conseguenze negative che questo comporta. Ultima novità è l’informativa che banche e finanziarie devono sottoporre al cliente nel momento in cui richiede un finanziamento. Questa non è altro che un documento, redatto sulla falsariga di uno proposto dal Garante, in cui si spiega, con parole di uso comune, come verranno utilizzati i dati personali e da chi, e per quanto verranno conservati, con indicati altresì i recapiti, telefonici e non, ai quali rivolgersi per esercitare i propri diritti (rettifiche, aggiornamenti, cancellazioni). Le centrali di rischi, le banche e le finanziarie sono obbligate a rispettare questo nuovo codice e a introdurre le novità entro e non oltre il 30 aprile. Dal canto suo CRIF fa sapere che si adeguerà gradualmente, ma nel più breve tempo possibile, speriamo bene! In conclusione ricordo che è possibile verificare i propri dati contenuti nei database di CRIF mandando loro un fax, con allegata fotocopia di carta d’identità e codice fiscale. Si trova un fac-simile sul loro sito. CRIF dal canto suo si impegna a rispondere entro 15 giorni.

Attenzione! Su Internet ci sono siti che propongono per una modica spesa (circa 100€!) la cancellazione certa di info negative. Questo non è assolutamente vero perché è necessario rispettare i tempi descritti sopra. Solo le info positive possono essere cancellate in ogni momento revocando il proprio consenso.

Si può comprendere che persone con gravi problemi si facciano abbindolare, occhi aperti!